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ChatGPT: l’ultima applicazione dell’intelligenza artificiale che potrebbe cambiare irrevocabilmente le professioni delle relazioni pubbliche

L’intelligenza artificiale generativa e le sue possibili applicazioni nel campo delle relazioni pubbliche

Con Microsoft che annuncia una estensione della propria collaborazione con OpenAI, la compagnia dietro al fenomeno ChatGPT e con Google che sta sperimentando una personale versione della stessa tipologia di servizio (il chatbot chiamato Apprentice Bard), pare che il fenomeno ChatGPT stia prendendo piede e che abbia decisamente il potenziale di rivoluzionare in maniera dirompente una serie di scenari. Come ultima frontiera della cosiddetta intelligenza artificiale generativa, il sistema di ChatGPT ha infatti il potere di creare produzioni testuali o post per i social media partendo semplicemente da brevi input scritti. Tra tutti gli ambiti e i settori che una innovazione come questa può influenzare, quello delle relazioni pubbliche o PR, che ha come componente integrante e costitutiva la capacità di comunicare nella maniera più efficiente ed efficace possibile, sembra un terreno di sperimentazione piuttosto fertile.

Da ChatGPT all’analoga versione di Google, come l’AI può supportare il lavoro dei professionisti delle relazioni pubbliche.

Siamo ancora agli albori dello sviluppo delle chatGPT e della applicazione di questa innovazione tecnologica al mondo del lavoro e, nello specifico, al mondo delle relazioni pubbliche. Attualmente, la declinazione più comunemente adottata dai professionisti del settore consiste nella redazione di bozze iniziali di contenuti digitali. Infatti, i professionisti del mondo della comunicazione si trovano spesso a dover produrre una quantità ingente di testi in tempi molto ristretti. Di conseguenza, le chatGPT possono rappresentare una vantaggiosa opportunità per gli addetti ai lavori: un braccio destro che fornisca loro le basi per sviluppare contenuti più sofisticati ed elaborati. Facendo un ulteriore passo in avanti, è anche possibile affidare a questo strumento emergente la creazione di post per i social media volti alla promozione di un evento, di un prodotto o di altri aspetti di una azienda. Dalla redazione di comunicati stampa, alla creazione di contenuti di marketing o descrizioni di prodotto per i siti web, alla pubblicazione di tweet o contenuti per il blog, per non parlare di risposte alle domande più comuni dei consumatori: sembra che le chatGPT siano in grado di apportare un prezioso contributo alla comunicazione e alla esternalizzazione di messaggi, alleggerendo potenzialmente le fitte tabelle di marcia di coloro che lavorano nelle PR. Come figura professionale, questi ultimi infatti sono sempre alla ricerca di nuovi spunti creativi da asservire alla valorizzazione dei brand, rischiando di incappare in ostacoli quali il cosiddetto “blocco dello scrittore”. Le chatGPT possono presentare una soluzione a problemi come questo, adempiendo a funzioni quali l’organizzazione logica delle informazioni, l’analisi di dati e la redazione di liste, fornendo anche importanti insight strategici che possono essere implementati per differenziare la propria azienda in termini comunicativi, incrementando il vantaggio competitivo.

Inoltre, per i business che devono intrattenere relazioni costanti con i propri clienti o con possibili nuovi consumatori, seguendo un modello di machine learning, tramite la condivisione dei dati di customer service con le chatGPT, questa tecnologia è in grado di gestire in maniera rapida ed efficiente vari aspetti della relazione con gli utenti dell’azienda.

Possibili applicazioni future al settore delle relazioni pubbliche si trovano nell’ambito della comunicazione in tempi di crisi, grazie alla capacità di indirizzare in tempi brevi messaggi specifici e personalizzati in base alle esigenze delle differenti target audience.

Punti di vista: il parere degli esperti: dal grande fisico Federico Faggin, inventore del microprocessore al futurista Gerd Leonhard

Come di consueto accade quando le innovazioni tecnologiche sono in fase di affermazione, accanto all’entusiasmo generalizzato per il progresso, alcuni esperti esprimono opinioni più scettiche, sospettando che la nuova tendenza delle chatGPT costituisca una bolla speculativa dalla vita breve.

Tra questi, il fisico padre del touchscreen Federico Faggin ha espresso chiara diffidenza verso l’idealizzazione della intelligenza artificiale, mostrandone i limiti oggettivi. Assieme a lui, anche il futurista Gerd Leonhard sostiene che l’intelligenza artificiale presenti una serie di limiti dovuti a un approccio riduzionista: le chatGPT possono fornire collegamenti e forme di contenuto primigenie, ma non saranno in grado di fornire una comprensione profonda e soddisfacente come invece è in grado di fare la mente umana.

Articolo a cura di Elia Pantaleoni

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