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Sound(PR)Talks: parliamo di viaggi con Sara Caulfield

Si è conclusa alcuni giorni fa a Milano la Borsa Internazionale del Turismo 2024, uno dei più importanti appuntamenti per il comparto turistico. Il settore dei viaggi ha visto nel corso degli anni una crescita esponenziale di profili social dedicati a questo argomento, spaziando dall’ambito del family travel a quelli verso mete più estreme e avventurose.

Ma come nasce e si sviluppa una narrazione di viaggio in grado di distinguersi in uno scenario molto affollato? Ne abbiamo parlato con Sara Caulfield, Travel Content Creator e Travel Designer.

Originaria di Roma, Sara è una viaggiatrice appassionata e avventurosa; ha vissuto per molti anni all’estero ed è la portavoce dei viaggi in solitaria, durante i quali si immerge totalmente nella cultura locale, lontana dai circuiti più mainstream. La sua consolidata esperienza di viaggio, la sua passione per l’avventura e per la condivisione delle proprie esperienze ne fanno una figura autentica e coinvolgente nel mondo dei travel influencer.

 

Come nasce e cresce un progetto di narrazione come il tuo blog di viaggi?

Prima di partire per un viaggio, oggi le persone tendono ad informarsi molto, soprattutto tramite canali visivi come Instagram, Tik Tok e Youtube ma io ho sempre preferito consultare i blog e raccogliere lì le informazioni, anche  perché vedere troppe immagini del posto in cui desidero andare rischiano di privarmi dell’effetto sorpresa e del piacere della scoperta ”, mentre un blog può fornire indicazioni utili senza però anticipare troppo di ciò che attenderà il viaggiatore una volta giunto alla meta. Io ho aperto il mio blog perché nelle mie ricerche online trovavo prevalentemente racconti emozionali, sicuramente coinvolgenti ma spesso carenti dal punto di vista delle informazioni pratiche necessarie per organizzare i miei viaggi Spesso dai racconti di viaggio emergono solo descrizioni positive ed entusiaste ma si sa che viaggiare può implicare anche delle complicazioni o degli imprevisti ed è importante potersi preparare ad affrontarli.

Ho quindi cercato di creare un blog per risolvere questa mia esigenza, che penso sia comune a tanti altri viaggiatori fornendo alle persone delle informazioni pratiche per potersi orientare durante un viaggio.

Il pragmatismo è ciò uso nella pianificazione di un n viaggio, perché un semplice elenco dei luoghi e delle attrazioni più significative di un luogo si possono trovare semplicemente facendo una ricerca su Google ma altre informazioni relative ai mezzi trasporto, alle pratiche burocratiche di accesso a certi paesi, come ovviare alle eventuali limitazioni dell’accesso ad Internet ecc. possono davvero aiutare e agevolare l’organizzazione di un viaggio

Quali sono le caratteristiche distintive del tuo modo di comunicare, in un ambito decisamente molto affollato quale è quello dei content creator di viaggio?

Ho una tipologia di comunicazione molto diretta, che in certi casi forse può anche penalizzarmi, faccio molte storie, una tendenza ormai in disuso, anche perché viaggiando da sola “chiacchiero” con la mia community, ed è anche quello che mi contraddistingue da molti creator, il mio essere diretta e istintiva.

Ad esempio ci sono molti creator che girano molti video durante il giorno ma li pubblicano solo la sera solo dopo molte ore di editing, mentre io, pur impegnandomi nel proporre contenuti curati, cerco davvero di “portare con me” la mia community, in tempo reale. E la conferma che questo venga apprezzato è data dal fatto che durante i miei viaggi, arrivo alla sera e mi trovo con centinaia di messaggi diretti da parte dei miei follower, ai quali cerco di rispondere; molti di questi mi scrivono “sembra di essere lì con te” ed è una cosa che ha me fa molto piacere, è proprio quello che spero di ottenere, perché il mio obbiettivo è portare le persone nell’esperienza di viaggio con me, un’esperienza che oltre ai paesaggi e ai monumenti è caratterizzata anche da imprevisti e problemi che condivido con loro.

Un esempio recente è quello del viaggio in Cina dal quale sono appena rientrata ho incontrato parecchie difficoltà a causa di nuove restrizioni sulle connessioni a Internet, uno strumento ovviamente indispensabile per il mio lavoro e ho voluto condividere come ho potuto risolvere questo problema affinché anche altri possano organizzarsi di conseguenza prima di partire.

 

Parlando della tua community, come si crea e si mantiene un rapporto di fiducia e di engagement di successo?

Sebbene i viaggi rappresentino il punto focale del mio lavoro e della mia comunicazione, a volte spazio anche in altri ambiti ma lo faccio sempre tenendo a mente che i miei follower si fidano di me e di conseguenza io parlo solamente di prodotti che uso e che conosco e per i quali mi sento legittimata a dare consigli. Per questo motivo, spesso declino dei progetti di collaborazione, per preservare la mia autenticità.

Inoltre, mi impegno a rispondere velocemente e con attenzione alle domande dei miei follower e questo accresce ulteriormente la loro fiducia nei miei confronti e contribuisce a creare rapporti davvero solidi e quasi di…amicizia.

 

Brand collaboration: un tema molto caldo e un fattore strategico importante per la content creation. Come selezioni i brand con i quali collaborare e come sviluppi i progetti di comunicazione che ne scaturiscono?

Seleziono i brand con i quali collaborare in base a quello che mi piace, che è in linea con quella che sono e quello che la mia audience recepirà in maniera positiva o che potrebbe essere utile. Un esempio perfetto è la collaborazione con brand di accessori da viaggio, come gli zaini, che uso moltissimo e che ho potuto mettere davvero alla prova nelle condizioni più estreme.  Questo è il mio metodo per scremare le richieste di collaborazione, cerco di fare una selezione che in primo luogo rispetti i miei contenuti, la mia reputazione e le aspettative dei miei follower.

 

Come riesci a coniugare il tuo stile narrativo con quello dei brand con i quali collabori?

In primo luogo dipende dal tipo di brand, alcuni lasciano al creator molta più iniziativa rispetto ad altri, ma in generale io ragiono a lungo sul modo di raccontare il prodotto oggetto della collaborazione, cercando di coniugare l’aspetto inevitabilmente “pubblicitario” di questo tipo di contenuto con uno storytelling divertente, coinvolgente e soprattutto utile per chi mi segue.

 

Guardando al futuro, pensi che l’intelligenza artificiale possa avere un impatto sul tuo modo di lavorare?

Personalmente non mi sono ancora addentrata molto nel mondo dell’intelligenza artificiale, le poche volte che ho provato ad utilizzarla non ne sono stata particolarmente entusiasta. Ad esempio ho provato a chiedere a ChatGPT, di creare un itinerario di viaggio per New York e ho ottenuto un risultato banale dove mi venivano suggeriti i posti più celebri e ovvi della città, che ben poco si differenzia da una ricerca su Google su Google. Sono però convinta che l’intelligenza artificiale a livello di creazione di contenuti potrebbe assumere una rilevanza sempre maggiore nel corso degli anni.

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