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Le Collab come strategia di branding

Il mondo del co-branding e delle Fashion Collab ha conosciuto negli ultimi anni un forte flusso di contaminazioni che ha portato sempre più brand ad accostare il proprio nome a quello di un altro marchio, artista o designer, anche in settori apparentemente molto distanti.

Questo strumento di marketing è sempre più integrato all’interno della strategia di branding aziendale con l’obiettivo di ampliare l’audience di riferimento e incrementare la brand awareness.

Ma cosa sono, di fatto, le Collab? Si tratta di collaborazioni temporanee tra due o più brand, sperimentazioni finalizzate a creare edizioni limitate o esclusive capsule collection.

Alcuni marchi hanno fatto di questo strumento di marketing un vero e proprio punto di forza, attorno al quale modellare la propria brand identity. Il principale portabandiera di questa strategia di marca è senza dubbio Supreme NYC, il noto marchio di abbigliamento newyorkese ispirato alla cultura skateboard, che può vantare collaborazioni con grandi nomi del settore sportswear ma anche automotive e luxury: da Rolex a Nike, da The North Face a Honda e da Fox Racing a Louis Vuitton.

Quali sono i vantaggi delle Collab?

I motivi per i quali può essere vantaggioso attivare una collaborazione sono molteplici.

Quando la Collab avviene tra due marchi che operano all’interno dello stesso settore, entrambi beneficiano della notorietà e della credibilità dell’altro, con il risultato di elevare reciprocamente il proprio status.

Nel caso invece di brand che si posizionano in settori merceologici differenti, le Collab sono un ottimo strumento per estendere la brand awarness oltre i confini del proprio mercato di riferimento e raggiungere un numero maggiore di consumatori.

In entrambi i casi, l’azienda dimostra la sua capacità di sapersi reiventare e di sorprendere i consumatori, pur preservando la propria brand identity.

Come strutturare una Collab di successo?

Diversi sono i fattori da tenere in considerazione affinché la Collab risulti efficace e vincente per i brand coinvolti.

Indipendentemente dal settore in cui operano, i marchi devono condividere gli stessi valori. Bisogna fare attenzione a preservare la coerenza con la propria identità di marca e con la vision e mission aziendale. La Collab dovrebbe infatti esaltare la brand essence di entrambe le parti.

La collaborazione può altresì basarsi sulla condivisione di uno stesso obiettivo, come nel caso della partnership tra Adidas e Parley For The Oceans: nata per proteggere gli oceani, utilizza i rifiuti plastici raccolti in acqua per trasformarli in abbigliamento sportivo e contribuire a salvaguardare la natura.

Le collaborazioni hanno il potere di sorprendere l’utente, portandolo in un mondo non convenzionale, o quanto meno diverso da quello in cui è solito interagire con il brand. Ma seppur inconsueto, il mondo delle Collab si colloca in un universo valoriale già noto all’utente e coerente con la brand image e l’esperienza di marca.

Il risultato è una crescita di interesse nei confronti del brand che, grazie alla Collab, dimostra la sua voglia di sperimentare e di rinnovarsi.

Quali sono le strategie di Collab più efficaci?

I cosiddetti “drop” (dall’espressione inglese “far cadere” che indica la messa in vendita di prodotti in edizione limitata e in piccole quantità, in pochi negozi selezionati) aumentano il senso di esclusività e creano hype intorno al progetto e all’intero brand. Ne è la dimostrazione la collezione limited edition di Moschino x H&M grazie alla quale il marchio del lusso è entrato nel mondo del low cost, risultando così accessibile ad una nuova e più vasta tipologia di consumatori. D’altro canto, la collezione griffata ha conquistato i fashion addicted facendo quasi registrare il sold-out a pochi minuti dall’apertura delle vendite, e portando gli appassionati dei brand a file interminabili davanti agli store per riuscire ad agguantare anche un solo capo.

Marchi di fama internazionale possono decidere di collaborare con brand meno affermati o di nicchia. Ciò consente ai primi di mostrarsi attenti ai nuovi trend, mentre ai secondi offre un’importantissima vetrina per farsi conoscere. Tra i brand che hanno seguito questa strada, c’è anche il nostro cliente The North Face che ha deciso di collaborare con il collettivo di artisti e designers Brain Dead per dare vita ad una collezione unica e iconica che è destinata a rimanere impressa nella mente degli amanti dei due brand, ma non solo.

Esempi di collaborazioni tra brand

Il mondo della moda non è l’unico ad aver sperimentato con successo le Collab. Di seguito, alcuni esempi di co-branding nati da sinergie in ambiti assai diversificati.

  1. Lenovo x Ducati Corse: accomunate della tecnologia, le due aziende hanno dato vita a un notebook in edizione limitata che consente agli appassionati di godere dei suoni della Ducati all’avvio del computer, con un rombo che richiama quello delle moto.
  2. Pokemon x Casio: per celebrare i 25 anni del modello G-SHOCK, Casio ha stretto una collaborazione con la saga dei Pokemon per la creazione di un orologio in edizione limitata. Per far comparire la silhouette di Pikachu basta attivare la retroilluminazione.
  3. Trussardi x Fiat Panda: la city car di punta della casa torinese diventa “luxury” grazie alla collaborazione che porta la moda a bordo con il logo del levriero e interni personalizzati Trussardi.

 

Articolo di Chiara Parma

 

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