Nel mondo, 9 persone su 10 respirano aria inquinata e dai valori medi ben al di sopra dei livelli raccomandati per la corretta salvaguardia della salute.

E’ quanto è emerso dall’ultimo rapporto annuale pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha imputato proprio all’inquinamento atmosferico 7 milioni di decessi all’anno.[1] Questo scenario allarmante è stato delineato dopo aver misurato la concentrazione di inquinanti presenti nell’aria di 4.300 città in 108 Paesi.

Nelle grandi città il problema è in costante aumento ed in particolar modo per quanto riguarda l’Europa, l’Oms ha stimato che l’aspettativa di vita media possa ridursi dai 2 ai 24 mesi di vita a causa della cattiva qualità dell’aria.

Un problema che non si risolve chiudendosi in casa o negli uffici perché secondo alcuni studi condotti dall’Osservatorio qualità aria interna, l’aria degli ambienti chiusi è dalle 5 alle 10 volte più inquinata rispetto a quella esterna. Di conseguenza, l’esposizione prolungata e continuativa ai COV (composti organici volatili) durante tutto il giorno può avere una correlazione diretta sull’incidenza di malattie respiratorie e cardiovascolari.

I più a rischio: bambini e anziani

E’ ampiamente dimostrato che bambini, anziani e soggetti affetti da patologie respiratorie e cardiovascolari presentino una maggiore suscettibilità ai disturbi determinati dall’esposizione ai composti inquinanti, ma anche all’interno di ambienti dove dovrebbe esserci una maggiore tutela per la salute come asili nido e case di cura, non si registrano performance positive.

A partire da ottobre 2017 fino al gennaio 2018, Greenpeace ha condotto un accurato monitoraggio della qualità dell’aria respirata quotidianamente dai bambini delle scuole di Milano, Torino, Roma e Palermo dove annualmente si registrano i livelli di NO2 più alti del paese.

In 40 giorni sono stati effettuati altrettanti monitoraggi presso le scuole dell’infanzia e delle elementari dai quali è emersa una vera e propria emergenza sanitaria. La situazione peggiore è stata registrata a Milano e a Torino dove sono stati ottenuti valori superiori agli 80 μg/m3 a fronte del valore soglia pari a 40 μg/m3 individuato dall’OMS.[2]

La stessa problematica riguarda anche le strutture che ospitano un’altra fascia della popolazione a rischio, gli anziani: risultati poco incoraggianti giungono infatti dallo studio GERIE finanziato dall’Unione Europea che ha analizzato per la prima volta gli effetti negativi di una cattiva qualità dell’aria all’interno delle case di cura in Italia, Francia, Grecia, Belgio, Danimarca, Polonia e Svezia[3].

I risultati ottenuti sul totale europeo hanno evidenziato una situazione di rischio per la salute dei pazienti anziani, causata in prevalenza da una scarsa o del tutto inadeguata ventilazione degli ambienti. Questo determina infatti la stagnazione di polveri sottili ed inquinanti ed uno scarso ricambio dell’aria, spesso associato ad episodi più o meno gravi di dispnea e tosse. L’incidenza del problema è acuita dal fatto che la capacità dell’organismo di far fronte a inquinanti atmosferici nocivi diminuisce con l’avanzare dell’età, rendendo quindi la necessità di ridurre l’esposizione ai COV quantomeno attuale.

Migliorare la qualità dell’aria con la VMC termodinamica

Tra le soluzioni più comuni per ventilare gli ambienti c’è l’apertura delle finestre, ma senza l’implementazione di un sistema di ventilazione meccanica controllata termodinamica, verrebbero introdotti nell’ambiente anche agenti inquinanti, batteri, acari e pollini presenti nell’aria esterna, peggiorando ulteriormente la situazione.

Grazie ad una consolidata esperienza nel controllo della qualità dell’aria, soluzioni tecnologiche come quelle sviluppate da MyDATEC forniscono una valida risposta a questa esigenza, grazie a filtri dall’elevata efficienza in grado di trattenere il particolato di diametro fino ai 2.5 micron in percentuali superiori al 90%. Questo vuol dire che le macchine MyDATEC sono in grado di filtrare acari, pollini e ogni altra sostanza di piccole dimensioni dannosa per le vie respiratorie (fibre tessili, capelli, sabbia, ceneri, polveri cariche di batteri, spore e particelle sedimentate come ad esempio il cemento).

La normativa UNI EN 10339, applicata agli impianti aeraulici destinati al benessere delle persone, stabilisce infatti l’importanza di garantire adeguate condizioni ambientali con frequenti ricambi d’aria e trattamenti di filtrazione della stessa.

Soprattutto infatti all’interno di studi medici, case di cura ed ospedali, c’è da fare i conti anche con gli agenti inquinanti derivanti dalla pulizia e dall’igienizzazione degli ambienti, i quali possono determinare elevate concentrazioni di sostanze chimiche.

Per questo motivo, all’interno di contesti sensibili come asili nido, scuole, studi medici e case di cura per i quali si richiede un’attenzione particolare al tema del controllo dell’inquinamento indoor, l’installazione di una VMC termodinamica MyDATEC garantisce un ambiente salutare e a prova di inquinamento anche nelle grandi metropoli, assicurando al tempo stesso un netto risparmio energetico ed un’elevata sostenibilità ambientale.

[1] World Health Organization – “9 out of 10 people worldwide breathe polluted air, but more countries are taking action” (May 2nd 2018)

[2] Greenpeace – “Bocciatura clamorosa per l’aria che i nostri bambini respirano a scuola!” (29 gennaio 2018)

[3] European Respiratory Journal – “Indoor air quality, ventilation and respiratory health in elderly residents living in nursing homes in Europe” – (March 2015)