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Comunicazione e lettura: #IoLeggoPerche le parole sono finestra sul mondo

Per chi, come me, lavora nel mondo della comunicazione, le parole sono lo strumento fondamentale per trasmettere i messaggi e i valori dei brand rappresentati. E per conoscere ed utilizzare al meglio le parole e la lingua in cui si scrive, o si parla, la lettura è indubbiamente un canale imprescindibile. Attraverso la lettura, non solo acquisisco informazioni, ma ho la possibilità di rielaborarle restituendole al mondo da cui le ho ricevute mutate e arricchite di contenuti ed esperienze personali.

La lettura ci serve soprattutto per vivere. Leggere con attenzione e passione ci rende più liberi, nutre lo spirito, perfeziona l’essere umano che siamo, ci consola nei momenti di sconforto, ci fa staccare dai continui affanni della vita. Ci fa crescere, rendendoci meno influenzabili, aiutandoci a maturare pensieri e convinzioni.

Purtroppo però le statistiche parlano chiaro: agli italiani non piace leggere e quasi il 60% degli italiani non legge nemmeno un libro all’anno*.

Sono sempre di più i progetti e gli eventi promossi per contrastare questo dato poco gratificante per il Belpaese. Una delle ultime iniziative, promossa a livello nazionale dalla Associazione Italiana Editori e supportata da un notevole tam tam mediatico e dal passaparola sui social networks, è #ioleggoperche. Questo progetto punta a coinvolgere gli italiani rendendoli “messaggeri” con il compito di contagiare chi legge o legge poco.

Anche a livello locale, nascono nuovi canali per comunicare e diffondere l’amore per la lettura.

Io stessa faccio parte da due anni di “Libri parlati”, associazione nata nel 2012 in provincia di Como, con l’intento di allargare sempre di più il popolo di lettori.

Purtroppo siamo sempre più abituati ad assimilare notizie velocemente, a cercare informazioni “fast-food” senza approfondire realmente e non sentiamo più la necessità di fermarci in biblioteca ad esplorare o di soffermarci a lungo nella lettura di un buon libro. Si pone quindi la necessità, per le biblioteche, di svecchiarsi, reinventarsi ed adattarsi alle esigenze della società odierna, cercando di allargare il più possibile il proprio bacino di utenza.

“Libri parlati” nasce proprio per questo, per rendere la biblioteca luogo di incontro e di scambio culturale, per avvicinare tra loro giovani e anziani e per far assaporare il piacere della lettura anche a chi non può.

Ma cosa facciamo, concretamente, noi di “Libri parlati”? Siamo un discreto gruppetto di “narratori” che, da due anni a questa parte, prende i grandi successi, i libri della nostra infanzia, quelli che consideriamo i nostri best-seller e i manuali di scuola e li trasforma in audiolibri disponibili a chiunque si rechi in biblioteca, quindi in modo totalmente gratuito. “Libri parlati” nasce con l’obiettivo di aiutare chi soffre di dislessia, gli stranieri e le persone ipovedenti a non privarsi del piacere di una buona lettura, senza la necessità di acquistare audiolibri professionali.

I “narratori” sono persone comuni, di ogni fascia d’età, legati da una grande amore per i libri, che hanno deciso di buttarsi in questa avventura. Non siamo esperti di recitazione e la nostra dizione è tutto tranne che perfetta, ma ci mettiamo la passione e, mossi anche dal discreto successo che stiamo avendo, siamo decisi a proseguire e migliorarci. Gli ostacoli all’inizio non sono stati pochi, leggere ad alta voce sembra più facile a dirsi che farsi! Grazie alla disponibilità di figure professionali che si dimostrano interessate al progetto, il team di “narratori”, inizialmente ristretto, si è ampliato fino a passare da 4 narratori a 20 nel giro di pochi mesi.

Fino ad oggi, “Libri parlati” ha già completato 16 audiolibri, altri 9 sono in lavorazione e l’obiettivo dell’associazione è di tagliare il traguardo dei 30 libri entro fine 2015.

“Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro”. Umberto Eco

Autore: Raffaella Bernasconi PR Assistant Sound PR

*dati ISTAT, fine 2014

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